Il progetto Benessere Sonoro di Francesca Più e Paolo Farnedi ha l'intento di aprire il tuo cuore alle parole che nutrono, alla musica che culla e propaga il Sentire, tramite mantra originali e riflessioni emozionali.

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È così difficile scriverti questa lettera, la vergogna che provo è dilaniante.
Ma è il minimo che possa fare, e vergognarmene perlomeno mi fa sentire d’essere sincera e non vittima, o giustificabile, o in cerca di un impensabile perdono.

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Figlia mia, vorrei tanto avere una spiegazione da darti.
Vorrei stringerti tra le mie braccia e dirti che abbiamo fatto di tutto per impedire che ti trovassi in un mondo come questo, che ci abbiamo almeno provato.
Che quello che è successo è stato inevitabile, che abbiamo cooperato finché abbiamo potuto.

Sono parole che si susseguono in un turbinio di incredulità, senso di colpa, rabbia, rassegnazione.
La realtà è che abbiamo scelto di morire, perché vivere significava cambiare… ed in tanti, in troppi, si sono rifiutati di farlo.

Abbiamo preferito distruggere l’ambiente non perché non ce ne rendessimo conto, ma perché non distruggerlo implicava uno sforzo che andava oltre ciò che potessimo comprendere.

Non vedevamo il disastro che stavamo co-creando, perché semplicemente non lo volevamo vedere.
Non poteva essere vero, anche se sapevamo bene che lo era.
Non era possibile…

AkelAmadahy - Figlia - Lettera dal Futuro

Lettera dal futuro

Tutto quello che da decine di anni era già stato previsto, è arrivato in modo improvviso ed inimmaginabile per noi.
Così distratti, lobotomizzati.

Sapevamo che sarebbe giunta la fine, e non potevamo crederci… perché nessuno ce ne parlava, a parte qualche esperto sulle ultime pagine dei giornali. Tra l’ultima storia d’amore di qualche attore ed il nuovo modello di smartphone.

Perché tra una notizia di carestia, una di guerra, una di un maremoto, fatti così lontani da noi, trasmettevano in TV la pubblicità di quel detersivo, o di quel cibo confezionato, come se nulla fosse.

Ed il “come se nulla fosse” aveva ormai perso il “come” nel nostro immaginario.
Non solo si faceva finta di nulla, credevamo in quel nulla.
Non fingevamo, te lo assicuro.

Credevamo in quel nulla

Cosa potevamo pensare, se non che tutto fosse esattamente come quelle pubblicità… ovvero una ovattata e lontana illusione, un romanzo poco coinvolgente e palese nella sua narrazione così rara quanto letale, tanto da sembrare persino grottesca?

Fino all’istante che ha preceduto l’ennesima e per noi definitiva catastrofe ambientale, avevamo una sorta di “speranza” collettiva… quella di essere davvero al di fuori di ogni problema, e che, se anche fossimo stati coinvolti, sarebbe sicuramente arrivata una soluzione dall’alto a salvarci… “figuriamoci se gli esponenti mondiali più potenti non l’avrebbero fatto, o non avessero già una alternativa da palesarci al momento opportuno! Ci avvertirebbero poi, no? Ma certo, è sicuramente così!”.

Il disastro non potevamo vederlo, non potevamo toccarlo, non ne eravamo direttamente coinvolti… allora non esisteva.
Cioè, esisteva in quelle storie… ma non “veramente”.
Era un racconto al quale potevamo dare un’attenzione relativa, breve, per poi disperderla nella nostra quotidianità.

Un argomento a tratti angosciante, ma che non mi impediva l’indomani di tornare, come tutti gli altri giorni, a lavorare.
Facevo colazione, come tutti. Andavo a fare la spesa, come tutti. Accendevo la radio in macchina, e mi facevo cullare dalla musica, dalla propaganda, e dalle notizie così lontane da me.

E, tra un brivido incontrollato ed un sospiro di sollievo, continuavamo a deambulare nel mondo, aspirando ossigeno sempre più rarefatto, espirando anidride carbonica sempre più satura.

Ecco, di nuovo la vergogna mi fa bruciare le guance, amore mio.
Perché ciò che provavo, quando ascoltavo tragiche notizie che non riguardavano “me”, io mi sentivo sollevata, quasi felice. Tutto poteva procedere come sempre, nulla sarebbe dovuto cambiare.

Anche quel giorno era tutto così “normale”…

Come nell’occhio di un ciclone, anche quel giorno era tutto così “normale”, come sempre… ed il ciclone ha cominciato a farsi sempre più stretto.
Non ho visto nulla, finché non l’ho vissuto.
E quando l’ho vissuto, era troppo tardi.

Troppo tardi per noi, e troppo tardi per rimediare… perché finalmente capii cosa volevano dire quei ragazzi che sfilavano ai cortei implorando un futuro, quei messaggi troppo responsabili per le mie vecchie abitudini.
Li ascoltavo, sapevo che avevano ragione… ma viverlo è stato devastante.

Ti abbiamo lasciato un mondo inospitale, alieno alla nostra specie, distrutto dai nostri soprusi e violenze.
Credevamo di essere disconnessi con tutto ciò che facevamo, e che se la Natura fosse morta prima di noi, in qualche modo avremmo fatto…

Ed invece abbiamo dovuto capirlo nella maniera più drammatica… noi siamo una microscopica parte di quella Natura, e lei ha deciso, in tutta la sua maestosità, che avevamo fatto abbastanza.

Abbiamo regnato irresponsabilmente nel mondo, forgiati da un titolo ottenuto con un improbabile, sterile e goffo tentativo di ammutinamento dalle leggi naturali.
Abbiamo nuotato controcorrente verso la nostra disfatta.
Ed abbiamo perso tutto.

Sarebbe bastato così poco…

Non c’è nemmeno più modo di contattarsi a distanza… non so chi sia sopravvissuto, siamo tutti dispersi… non so più nulla della nostra famiglia, non so più nulla di te.
E nel dolore dilaniante, ciò che mi fa così tanta rabbia, è che sarebbe bastato così poco…
Sarebbe bastato restituire alla terra ciò che non poteva e non doveva appartenerci.

Sarebbe bastato localizzare i comportamenti dannosi che attuavamo nei confronti del regno vegetale ed animale, umanità compresa… e domandarci cosa avremmo potuto “non-fare” di non necessario alla nostra sopravvivenza, per ripristinare l’equilibrio con la natura, fondamentale alla nostra vita.

AkelAmadahy - Benessere Sonoro - Lettera dal Futuro

Decidere insieme quali atti superflui avremmo potuto evitare di perpetuare, da ora in avanti, in un’ottica di reale e concreta responsabilità verso la vita sul pianeta che ci stava ospitando.
Insieme.

Sarebbe stato sufficiente evitare alcuni semplici e banali comportamenti, imparando con la condivisione ciò che non sapevamo e potevamo imparare, ciò che sapevamo e potevamo insegnare.
Ed infine abbiamo scelto comunque di morire, perché non ci credevamo.

Consumati dalla paura del cambiamento e della solitudine, abbiamo così finito per fingere di essere qualcosa che poteva essere accettato, plasmato, lobotomizzato, mascherandoci più che vivere, reprimendoci ed abituandoci ad agire senza scopo.
Cos’era la realtà? Come facevo a riconoscerla se non la vivevo?

Ci siamo persi.
Ed ho il cuore in mille pezzi, perché non mi ero voluta rendere conto che tu avresti davvero ereditato tutto questo, dovunque tu sia ora.

Con infinito amore…

Ma la Terra vive, e, come sempre, risuona all’amore.
Tutto per noi è oramai irrimediabile… ma voglio farti l’augurio più grande che posso, e che – non lo nascondo – è la mia più forte speranza: vivi, amore mio, in modo autentico e naturale… fiorisci, e lasciati ispirare dalla forza del Pianeta del quale tu sei cellula vibrante.

Sii te stessa, e risuona con la Natura; riconoscendoti nella sua frequenza, ti accoglierà in tutta la sua magnifica potenza…
In questo modo, sento che potrà iniziare una nuova era: quella in cui l’essere umano finalmente Vive, in armonia con il Pianeta.
Rendi amorevolmente indistruttibile il ponte tra la realtà e la responsabilità della vita.

Non sai cosa darei per poter avere una seconda occasione insieme a te, e mi rendo conto quanto sia egoista dirtelo. Ma l’essere umano ha un intrinseco e bellissimo potere, anche se se ne dimentica dopo qualche anno di vita: è in grado di creare la realtà che ha nel cuore.
E forse, da qualche parte, stiamo piantando insieme un albero di quercia.

Con infinito amore


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2 COMMENTI

  1. Bellissima, spero che tutti riescano a cogliere realmente il giusto significato di queste parole così tristemente vere…e che in pochi in questo mondo comprendano fino in fondo!
    Grazie Lucia per averla condivisa con Noi!
    Tutti siamo Uno e Uno siamo Tutti e Tutto è Amore in questo Universo ♥️

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