Come fare l’Orto autunnale in cassetta

di Lucia Cuffaro

Lucia Cuffaro orto

In Italia sono 130 mila le tonnellate di pesticidi che ogni anno vengono sversate nei suoli agricoli (Fonte Isde, Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, dott.sa Gentilini) e gli effetti tossici, cancerogeni e deleteri per l’ambiente sono evidenti sempre più.

Per questo è importante informarsi sulla provenienza per una corretta alimentazione, fatta di cibo naturale, biologico, di stagione, a km zero e senza pesticidi (le sostanze chimiche utilizzate in agricoltura per eliminare parassiti animali o vegetali, oppure insetti che trasmettono diverse malattie alle piante) e fertilizzanti tossici e dannosi.

E se oltre che acquistare bene e con etica vogliamo avere gli ortaggi a disposizione sul nostro balcone o terrazzo, ecco come fare con facilità un meraviglioso orto autunnale a cm zero in cassetta.

“Siamo quello che mangiamo”

Asseriva nell’ottocento il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach. La consapevolezza di quanto il cibo sano possa influire sul benessere è sempre più diffusa.
Anche l’opinione pubblica sta seguendo questo aumento di consapevolezza prediligendo cibo biologico.

Sempre più biologico

Per questo motivo i consumi e la produzione sono in grande crescita e con un primato: l’Italia è al primo posto in Europa con il 15,5% del biologico (Fonte Ansa)

Una crescita importante che ha portato in 10 anni a raddoppiare il numero di aziende di produzione e di trasformazione di prodotti biologici e a incrementare del 60% gli ettari dedicati. Con 80.000 aziende (+4% rispetto al 2017) tra produttori, preparatori e importatori l’Italia conquista ancora una volta il podio in Europa per numero di operatori coinvolti.

No ai pesticidi sì all’Orto autunnale a cm zero in cassetta

Ecco quindi come farlo:

Occorrente

  • cassetta di legno riciclata
  • telo di iuta
  • sacchetto di argilla espansa
  • 25 l di terriccio
  • 2 piantine di lattuga
  • 1 piantina di cavolo nero
  • 1 bulbo di aglio
  • 1 bulbo di cipolla
  • 1 bustina di semi di cicoria
  • 1 bustina di semi di valerianella
  • cucchiaio

Tanta resa anche in poco spazio. Non serve un orto, basta un balcone anche piccolo!

Per l’orto in casa non serve che questo. Grazie alla consociazione, una tecnica agricola che si fonda su particolari accoppiamenti tra gli ortaggi che ottimizzano spazio, cicli temporali di vita, e sostanze prodotte o acquisite dal terreno, per mangiare bene e coltivare senza pesticidi e fertilizzanti di sintesi.

Recuperiamo da mercato rionale delle cassette di legno, scegliendo quelle più solide. Possiamo preparare la cassetta per impedire la fuoriuscita del substrato terroso foderandola con un telo di iuta (o in alternativa con un doppio strato di “tessuto non tessuto”, che in genere è di colore bianco e si compra nei ferramenta o nei vivai) cercando di farlo aderire il più possibile alla cassetta.

Posizioniamo quindi uno strato alto circa 5 cm di argilla espansa per drenare al meglio; vanno bene anche dei cocci rotti di un vaso in argilla, della ghiaia o dei legni sbriciolati e cortecce raccolti in un bosco.

Ora possiamo riempire la cassetta con del buon terriccio umido per orto. Ne servono circa 25 litri per ogni cassetta. Si ricopre la cassetta compattando bene la terra, facendo pressione con i palmi delle mani. Il contenitore è pronto, ed è arrivato il momento più divertente! 💚 Piantare!!

Metteremo dei:

  • piantine da trapianto
  • semi
  • bulbi

A – ORTAGGI DA TRAPIANTO

Scaviamo con l’aiuto di un cucchiaio da cucina, delle piccole buche in cui adagiare le piantine da trapianto. Sono alte circa 10-15 cm e si acquistano nei vivai o nelle agricole. Chiediamo ovviamente ortaggi meglio bio e non trattati con sostanze di sintesi dannose.

  1. piantina di Cavolo nero: al centro della cassetta facciamo un buco con un cucchiaio e interriamo 1 pianta del buonissimo cavolo nero, che cresce anche in cassetta e che è a ciclo lungo. Il raccolto è divertente perché man mano si tolgono le foglie esterne e il cavolo continuerà a crescere in altezza con altre succose foglie da utilizzare spadellate per molti mesi, fino alla primavera.
  2. piantine di Lattuga: piantiamo su una diagonale da una parte e dall’altra nella cassetta 2 piantine di lattuga, che si dicono essere a ciclo breve, che hanno una vita solo di qualche mese. Sempre comoda averla a portata di mano, basta lavarla per mangiarla in tavola. Per interrarle procediamo in questo modo: si allargano leggermente le radici e poi inseriscono delicatamente nel terriccio facendo attenzione a togliere la terra dalle foglie. Si interrano compattando poi il terriccio attorno.

B – BULBI

Novembre è il mese perfetto per piantare i bulbi di aglio e di cipolle (ovviamente di qualità invernale). Sull’altra diagonale mettiamo da una parte cipolla e dall’altra aglio, ottimi come repellenti naturali e antiparassitari, in sostituzione di quelli di pesticidi sintesi tossici.

  1. cipolla: possiamo comprare i bulbi sempre nei vivai o agricole o anche interrare direttamente una cipolla bio che ci è germogliata in casa, per evitare sprechi facendo attenzione che la parte più cicciotta sia sotto e la punta sopra. È un ottimo antisettico che protegge dai parassiti. Inoltre, crescendo soprattutto sotto terra non darà fastidio agli altri ortaggi.
  2. aglio: anche in questo caso o prendiamo il bulbo o possiamo interrare direttamente uno spiccio d’aglio bio germogliato facendo attenzione che la parte più cicciotta sia sotto e la punta sopra. È un ottimo antisettico per evitare pesticidi chimici. Inoltre, crescendo soprattutto sottoterra non darà fastidio anche lui agli altri ortaggi.

C – SEMINA

Semi di valerianella e cicoria
Negli spazi vuoti rimasti mettiamo i semi, scegliendo quelli da produzioni biologiche e adatti alla semina di novembre in cassetta come la gustosa valerianella o l’ottima e forte cicoria.
Facciamo nella terra dei piccoli buchini con le dita. Mettiamo qualche semino al centro del comparto e copriamo con un velo di terriccio

Lo spessore consigliato per la copertura è da 1 a 1,5 volte rispetto alla dimensione del seme. Premiamo leggermente la terra per evitare le “bolle” intorno ai semi.

Se non abbiamo buona memoria, non dimentichiamoci i cartellini, che dovranno riportare giorno di semina e nome della varietà. Possiamo scrivere il nome su uno stecco gelato riciclato.

Il nostro orto in cassetta è pronto. Non resta che innaffiarlo con delicatezza, avendo ben cura di non far cadere l’acqua con forza: meglio farla scivolare dalle mani. Va poi messo in una zona del terrazzo ben soleggiata e magari un po’ protetta dalle piogge forti.

Sotto possiamo disporre un grande sottovaso per lo scolo dell’acqua. Innaffiamo regolarmente almeno due volte a settimana (per regioni più calde e secche, tre volte) con acqua né troppo fredda né troppo calda, ma alla temperatura dell’ambiente del substrato.

D – CURA DELL’ORTO: LA PACCIAMATURA CON LE PIANTE SPONTANEE

È importante cominciare già a prevedere la pacciamatura per proteggere le piante più deboli durante la stagione invernale: può essere effettuata con paglia e foglie secche o anche con le piante di scarto.

Dopo una ventina di giorni potrebbero arrivare le erbe spontanee nate tra i nostri ortaggi come ad esempio l’ortica. Non buttiamole via!! Basta estirpare e farle seccare e poi disporle attorno alle piantine.

Saranno preziosissime per tre motivi:

  1. rinforzare l’orto in cassetta arricchendolo di sostanze come il fosforo evitando fertilizzanti e antiparassitari di sintesi
  2. permette di distribuire meglio l’acqua dell’innaffiatura dosandola meglio
  3. è un “cappottino” per le piantine di difesa dal freddo

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