Multicolor come un unicorno, con effetto cangiante da rave party o castano ramato per rimanere sul tradizionale: le tinture per capelli sono un’abitudine sempre più dilagante fra gli Europei e le usano abitualmente circa il 60% delle donne e il 5% degli uomini[1].

E l’età della prima tinta scende sempre di più, a circa 16 anni. Praticamente la prima verginità a essere persa è quella dei capelli naturali!

L’ingrediente più noto è l’ammoniaca (in etichetta seguita dalla sigla H302, che indica “Nocivo per ingestione”): erroneamente si pensa che venga usata per schiarire, invece serve ad aprire facilmente le cuticole, lo strato più esterno dei capelli, per permettere la penetrazione dei coloranti.

Si tratta di una sostanza potenzialmente irritante[2] (va detto che viene assimilata dall’organismo in piccolissime percentuali), che consigliamo spassionatamente di evitare da parte di soggetti sensibili e nel periodo di gravidanza[3], poiché il feto ne potrebbe assorbire le tossicità. A causa della sua volatilità, ha un odore pungente ben riconoscibile, che difficilmente si può coprire con un profumo di sintesi.

Tinture per capelli: le alternative all’ammoniaca ancora più pericolose

Per questo viene sostituita da altri ingredienti, con diciture sulle confezioni che dichiarano orgogliosamente “Senza ammoniaca”, i quali si rivelano però peggiori, sotto il profilo della sicurezza. È il caso dell’inodore Etanoloamminina o della Parafenilendiammina (PPD). Quest’ultima è un allergene[4] da contatto molto pericoloso: può scatenare forti irritazioni con desquamazioni della pelle. E i primi a farne le spese sono gli ignari parrucchieri. Per questo è ammessa fino al 6% secondo le legislazioni europee, e fino al 4% di concentrazione negli USA. È talmente aggressiva da riuscire a penetrare anche attraverso i guanti protettivi, portando possibili allergie da contatto, come dichiarato in una ricerca svedese[5].

Si trova in etichetta anche la Resorcina, un colorante derivato del benzene, sempre potenzialmente allergizzante.

Negli ultimi anni, in Italia, si sono diffusi prodotti con tinte completamente vegetali ed erbe tintorie come noce, indingo, cassia, lawsonia, centifolia, per sfoggiare la chioma dei nostri sogni, senza rinunciare alla salute.

Tratto da Occhio all’Etichetta


 

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Note

[1] Come scegliere le tinte per capelli, www.altroconsumo.it, 25 Settembre 2018.
[2] Baruffi Paola, Veleni quotidiani: tutti i pericoli delle tinte per capelli, Sky TG24, 9 Maggio 2018.
[3] AA.VV., Da mamma a mamma, Edizioni Mondadori, Roma, 14 Maggio 2013.
[4] Hampikian Sylvie, Perrogon Alexandra, Shampoo, lozioni e tinte fai da te, Terra Nuova Edizioni, Firenze, 2015.
[5] 2015 Apr; 72(4), pp. 229-36. doi: 10.1111/cod.12320. Epub 2014 Nov 19.
Antelmi A., Young E., Svedman C., Zimerson E., Engfeldt M., Foti C., Bruze M., Are gloves sufficiently protective when hairdressers are exposed to permanent hair dyes? An in vivo study, www.ncbi.nlm.nih.gov, 2015.

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