Recensione del libro “Vivere senza supermercato” di Elena Tioli

Donare agli altri la propria esperienza è un atto di grande generosità, sopratutto se a farlo è una persona umile come Elena Tioli.

Il successo del momento. La mia cara amica ce l’ha fatta. Il suo libro è uscito e non poteva che fare “boom”. In modo positivo, produttivo e intelligente.

Alcuni anni fa ha si è detta: “è possibile vivere senza supermercato e uscire da una filiera lunga fatta di bisogni indotti dalla pubblicità, di spreco, di prodotti spazzatura e di sfruttamento?”. E la risposta per fortuna è stata: “proviamoci!”

Da lì è iniziato il suo percorso meraviglioso fatto di gruppi d’acquisto solidali, vendita di prodotti sfusi, autoproduzione, mercati, contadini, consumo etico e tanta consapevolezza.

Cambiare il proprio stile di vita è semplice seguendo i consigli di Elena. Il libro è scritto con il tocco di una giornalista preparata e scanzonata, che riesce a coniugare dati scientifici a buffi racconti sui suoi esperimenti personali in casa.

Spunti per ridere, per riflettere e sopratutto per agire.

Vivere senza supermercato è possibile… e utile: parola di Elena Tioli!

Seguitela se avete piacere anche sul suo interessante blog: www.vivicomemangi.it

Vivere senza supermercato

Questa è la premessa che ho avuto il grande piacere di scrivere per lei e che ho condiviso con un’altra nostra cara amica, sempre esperta di autoproduzione, Stefania Rossini.

Racconta la nostra amicizia, ma anche il percorso che l’ha portata a scrivere questo libro.

PREFAZIONE
di Lucia Cuffaro

“Ciao Lucia, piacere, mi chiamo Elena e sono venuta a questo incontro perché mi interessa molto il tema dell’autoproduzione e della decrescita felice. Se hai tempo, ti andrebbe di fare un’intervista da pubblicare sul mio blog vivicomemangi.it?
Mi piace raccontare le storie legate al cambiamento personale all’insegna di una vita più in armonia con la natura […]”.

Così ho conosciuto Elena. Alla presentazione di un libro. Qualche giorno dopo ci siamo parlate al telefono. Poi è seguito l’articolo.
L’ho letto e mi si sono spalancati gli occhi e il cuore. Come faceva quest’eterea e riservata ragazza, conosciuta per pochi secondi, ad aver compreso così profondamente i miei pensieri? Parole scritte meravigliosamente in grado di spiegare il senso pieno e rivoluzionario dell’autoproduzione, nell’esatta accezione che ha per me.

Ci siamo scritte e chiamate per tanto tempo. Poi la fortuna ha voluto che potessimo collaborare a vari progetti e attivarci per la stessa associazione, il circolo di Roma del Movimento per la Decrescita Felice.
Ora, dopo solo due anni trascorsi dal primo incontro, dopo migliaia di email e messaggi, dopo centinaia di ore passate a immaginare infinti piani per poi realizzarne solo l’1%, dopo tante gustose cenette vegan, dopo nuotate in piscina, sperimentazioni di autoproduzione, corsi, viaggi, pacche sulla spalla, consigli sul lavoro, sul modo di vedere il mondo, sulle scelte alimentari, sui libri, sui documentari, sugli articoli da leggere e pure sul taglio di capelli, posso solennemente affermare che non solo abbiamo costruito una profonda amicizia, ma che nutro per lei un’immensa stima.
Quella riservata blogger che mi si presentò davanti, con taccuino e macchina fotografica, adesso è una delle colonne portanti della mia vita.

Mi sento privilegiata nel fare un percorso parallelo, ma allo stesso tempo così vicino. Se una inciampa, l’altra la ritira su. Se una ha “dieci caramelle” le divide a metà con l’altra, in ogni possibile ambito dove si nascondano esperienze per arricchire la nostra vita. Semplicemente perché entrambe sentiamo che la collaborazione, e non la competizione, sia la strada giusta. Se ognuno apre il proprio orticello all’altro, diventa più facile e soprattutto più divertente coltivarlo.

In queste pagine c’è il suo spirito. La sua umiltà. La sua allegria scanzonata.
L’energia sovversiva di chi ha fatto un percorso mettendo in discussione quello che sembrava oramai una strada consumistica dritta e senza possibili deviazioni. L’impegno di chi da anni lavora per fare emergere la verità. Lo sdegno per l’economia che favorisce i grandi, umiliando i piccoli. La propositività profonda e raggiungibile spiegata da chi certi percorsi l’ha fatti davvero, a piccoli passi e con tante porte in faccia.
L’impegno di una grande giornalista, che appare poco, ma che tanto fa. La versatilità di chi ha sempre voglia di imparare e mai di dare lezioni.
In questo libro c’è tutto.
Elena raccontava le storie degli altri con ammirazione e curiosità, pensando a quanto le sarebbe piaciuto riuscire a cambiare davvero vita.
Ora è lei stessa una storia…
Non è stato facile stimolarla a scrivere di sé. La sua modestia sembrava aver preso il sopravvento, poi noi amici e il suo compagno di vita l’abbiamo spuntata.

Vivere senza supermercato ha preso vita e si è trasformato piano piano in un libro profondo e imprescindibile.
In queste pagine c’è il perché dovremmo cambiare, ma anche e soprattutto il come.
Esempi pratici e consigli affinché dalla storia di Elena molte persone possano trarre ispirazione per diventare a loro volta una storia.

Vivere senza Supermercato (edito da Terra Nuova) lo travate in tutte le librerie oppure scontato su andando a questo link 

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