21 giugno: Solstizio d’Estate

di Lucia Cuffaro

Lucia Cuffaro

Il 21 giugno è un giorno di festa gioiosa: il solstizio d’estate.
Rappresenta il momento in cui il sole raggiunge il punto di altezza massima nel cielo, dando così origine alla giornata più lunga e con più luce dell’anno.
Un momento di transizione e cambiamento, ma anche un’occasione per ripensare alla nostra vita.
21 giugno solstizio estate

Tradizioni antiche

Durante l’antichità, il solstizio era ritenuto da molte civiltà un momento di grande connessione con l’elemento divino e Madre Terra, poiché si pensava che la grande quantità di Luce fosse in diretta manifestazione con l’ultraterreno.
Esistono diversi miti che collegano questo momento astronomico a forze naturali. Inca, Maya, Aztechi ed Egizi avevano costruito diversi “orologi” solari o punti di osservazione. In Polinesia, Indonesia e in alcune zone di Africa e Sud America. Gli antichi Romani collegavano la ricorrenza con la figura del Giano Bifronte, rappresentato con una chiave in una mano e un bastone nell’altra, simboli di acqua e fuoco. La tradizione richiedeva di fare il bagno in correnti d’acqua naturali e di saltare su fuochi accesi per purificarsi.
 
21 giugno: Solstizio d'Estate

Stonehenge

Fin dall’antichità il solstizio d’estate è stato occasione di feste, come per esempio i Litha per i neopagani o la natività di Giovanni Battista per i cristiani. Al giorno d’oggi il luogo per eccellenza per festeggiare è Stonehenge. Qui, infatti, nel momento del solstizio estivo un raggio di sole attraversa un trilite, cioè la struttura composta da due monoliti verticali con architrave, e cade sull’altare centrale del sito archeologico. Questo è interpretato come una sorta di “segno” celeste che probabilmente aveva una funzione di calendario delle stagioni per gli antichi abitanti del sito.
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