Riflessione 2 ai tempi del Coronavirus

(giorno 2 della quarantena)

In questo momento particolare di pause forzate e di riflessioni, ho provato a tradurre i pensieri in parole scritte, cercando di essere propositiva e magari un po’ utile.

Ho cercato di “ascoltarmi”: cancellando e riscrivendo mi è tornato in mente un racconto che tanto in passato mi ha insegnato.
E sto ripartendo da qui, dalla scena di un film.

Molti anni fa vidi “Al di là delle Nuvole” di Michelangelo Antonioni. Uno dei dialoghi ha influito enormemente sul mio modo di essere. Mi ha stimolata a cercare degli stop, delle pause necessarie per interiorizzare i periodi di forte cambiamento.

“In Messico degli scienziati avevano ingaggiato dei portatori perché volevano raggiungere una città Inca, in cima a una montagna. A un certo punto i portatori si bloccano dove sono e non vogliono più proseguire. Allora gli scienziati innervositi non sanno cosa fare per convincerli a riprendere la marcia. Anche perché non riescono a capire la causa di quella sosta. Dopo qualche ora i portatori si rimettono in marcia e finalmente il loro capo si decide a dare una spiegazione.

– E qual era il motivo?
– Vedo che le interessa. Lui dice che avevano camminato troppo in fretta e che bisognava aspettare l’anima.
– L’Anima?
È meraviglioso perché anche noi corriamo dietro a tutte le nostre cose e perdiamo l’anima. Bisogna aspettarla.
– Per farne cosa?
– Tutto quello che ci sembra inutile.”

Video

GUARDA La scena del film di Antonioni

In questi giorni in cui siamo tutti fermi, ti auguro proprio questo, un momento per rallentare, interiorizzare e aspettare l’anima.

Lucia Cuffaro

Roma, 10 marzo 2020
Lucia Cuffaro - Riflessione coronavirus

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