Lavarsi meno e meglio

di Lucia Cuffaro
Dibattito: “Lavarsi meno e meglio, un aiuto per la nostra salute e per l’ambiente. Igiene etica”.
siamo noi tv2000
Ne ho parlato a Siamo Noi Tv2000 assieme a Fulco Pratesi, presidente onorario WWF Italia e al dermatologo Antonio Cristaudo.
Visioni simili la mia, come Movimento per la Decrescita Felice, e quella di Fulco Pratesi. Entrambi eravamo in forte disaccordo con alcune affermazioni del medico.
Lavarsi troppo indebolisce la pelle, sopratutto se viene fatto con detergenti aggressivi. Per non parlare dell’inquinamento delle acque e del consumo di acqua.
Siamo partiti dal commento di questo articolo del Corriere della Sera scritto da Greta Sclaunich che ha molti spunti interessanti: 

http://www.corriere.it/cronache/17_aprile_24/lavarsi-meno-o-senza-sapone-be00578c-2865-11e7-b

 Una cosa che faccio per ridurre i saponi ad esempio è quello di utilizzare le farine con effetto lavante, come quella di avena (per la detersione del viso, delle intimità, del corpo per rendere la pelle più luminosa) e di ceci (per i capelli come shampoo a secco).
Un altro consiglio? Un buon sapone di Marsiglia per detergere mani, corpo, capelli e anche lavare il bucato delicato.
Mi farebbe piacere un vostro parere. Cosa ne pensate?
lavarsi meno
Da il Corriere della Sera
http://www.corriere.it/cronache/17_aprile_24/lavarsi-meno-o-senza-sapone-be00578c-2865-11e7-b6aa-7d1d46c4746d.shtml#

Lavarsi meno o senza sapone: la moda dell’igiene «etica»
Il nuovo approccio dagli Usa alla Francia. Fulco Pratesi: c’è chi mi ha preso in giro per la scelta di risparmiare acqua così, ma avevo ragione

di Greta Sclaunich
lavarsi meno

Una doccia a settimana, uno shampoo ogni dieci giorni. Magari eliminando anche quello e lavandosi i capelli soltanto con prodotti alternativi come argille e polveri ricavate da piante o noci. Chi lo ha detto che si debba per forza lavarsi ogni giorno? Nessuno, anzi sarebbe meglio non farlo. Almeno, è quanto sostengono gli adepti della tendenza «unwashed», nata negli Stati Uniti una decina di anni fa e da poco sbarcata anche in Europa.
Secondo il settimanale francese L’Obs, infatti, anche in Francia sempre più persone scelgono di cambiare le proprie abitudini igieniche. A cominciare dalle blogger di moda, ognuna delle quali ha la sua personale «ricetta» da proporre: c’è chi si limita a due docce alla settimana, chi invece continua a farsela quotidianamente ma senza sapone, chi si lava tutti i giorni solo le parti intime.


Il risparmio di acqua

Non è tanto questione di estetica (o di moda). Dietro la riduzione di docce e bagni ci possono essere anche motivazioni etiche, come il tentativo di ridurre lo spreco dell’acqua e di rispettare l’ambiente inquinando meno. Per una doccia servono in media cinquanta litri d’acqua che, sommati a quelli che utilizziamo direttamente o indirettamente ogni giorno, ci porta a un consumo pro capite quotidiano di 245 litri secondo quanto quantificato dall’Istat nel 2015.

Troppi secondo l’ex presidente del Wwf Fulco Pratesi. L’ambientalista ha iniziato la sua battaglia contro lo spreco dell’acqua nel 2007: un bagno alla settimana (al sabato mattina), mezzo lavandino per farsi la barba, sì a dentifricio e spazzolino ma soltanto dopo i tre pasti e tenendo il rubinetto spento mentre ci si lava i denti. Dieci anni dopo non solo non è pentito della scelta ma anzi dice convinto: «Altro che una settimana: un bagno ogni dieci giorni, almeno d’inverno, è sufficiente». Lui, che oggi ha 82 anni, rivela di non essersi mai fatto una doccia in vita sua e di non aver nemmeno usato un deodorante. «Ma attenzione: ascelle, piedi e parti intime bisogna lavarli quasi ogni giorno — spiega —. E per evitare di puzzare si deve anche stare attenti a ciò che si mangia, evitando aglio e cipolla». Potendo, Pratesi si laverebbe anche di meno. Però, sorride, «vivo a Roma e ho una vita sociale: rispetto l’ambiente ma anche gli altri».

Chi lo fa in italia

Lo scrittore Mauro Corona, che vive da solo fra i monti, non deve scendere a patti con nessuno. E infatti un anno fa rivelò che si faceva una doccia al mese (sottolineando che comunque, «quel pezzettino lì», cioè le parti intime, se lo lavava sì ogni giorno o quasi). Per lo scrittore più che una questione etica si tratta di una scelta fatta per preservare l’equilibrio della pelle. Che è poi la stessa ragione avanzata dai francesi che si tengono lontani dalla doccia: il fatto di lavarsi spesso sarebbe solo un «rituale» nato nella seconda metà del 18esimo secolo e diventato un’abitudine quotidiana grazie a (o per colpa di, direbbero loro) pubblicità e consumismo dagli anni Settanta in poi.
In Italia, per ora, si mette in discussione più il lato consumistico dell’igiene che il numero di docce settimanali. Diversi blog, più o meno noti, hanno ripreso la tendenza in arrivo dagli Usa testando prodotti alternativi a sapone, bagnoschiuma, shampoo e provando a eliminare il dentifricio a favore di acqua e bicarbonato. La questione si discute anche in alcuni forum vegani, ma qui si torna al lato etico della questione: usare prodotti naturali e alternativi per lavarsi elimina il rischio di utilizzare quelli che vengono testati sugli animali.
Pratesi lo conferma: «C’è chi mi ha preso in giro per la mia scelta di lavarmi poco, ma in questi anni tanti mi hanno scritto per farmi i complimenti e dirmi che ho ragione. Se sei sano e vivi una vita semplice qualche doccia in meno non è un problema».

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