Rosso, castano, nero o riflessi dorati? Scopriamo le diverse erbe tintorie, come prepararle e applicarle sui capelli, quanto tenerle in posa e quali errori evitare per ottenere una colorazione naturale e duratura.
di Lucia Cuffaro
Colorare i capelli con le piante è una pratica antichissima, che oggi sta tornando sempre più di moda. Merito dell’henné, una polvere vegetale capace di regalare riflessi intensi e luminosi senza ricorrere alle tradizionali tinture a ossidazione.
Ma attenzione: non tutto quello che viene venduto come henné è davvero henné! Esistono diverse erbe tintorie, ciascuna con caratteristiche particolari, e imparare a conoscerle è il primo passo per ottenere il colore desiderato senza brutte sorprese.
Vediamo allora come scegliere la polvere giusta, preparare l’impasto, applicarlo e prenderci cura dei capelli dopo la colorazione.
Che cos’è l’henné e da dove arriva?
Il vero henné si ricava dalle foglie essiccate e polverizzate della Lawsonia inermis, un arbusto coltivato soprattutto nelle regioni calde dell’Africa settentrionale, del Medio Oriente e dell’Asia.
Le sue foglie contengono il lawsone, un pigmento naturale arancio-rossastro che si lega alla cheratina del capello, regalando una colorazione piuttosto resistente ai lavaggi.
A differenza delle tinture permanenti tradizionali, l’henné puro non richiede ammoniaca né acqua ossigenata per sviluppare il colore e non schiarisce la chioma. Si deposita sul colore di partenza, modificandone i riflessi.
Il risultato cambia quindi da persona a persona: sui capelli biondi o bianchi può dare un arancione ramato molto evidente, mentre sui capelli castani e scuri crea riflessi mogano, ramati o rossastri, particolarmente visibili alla luce del sole.
Le tipologie di henné: rosso, neutro, nero e biondo
Quando acquistiamo una confezione di henné, possiamo trovare tante denominazioni differenti. In realtà, dal punto di vista botanico, l’henné vero e proprio è soltanto quello rosso.
Henné rosso – Lawsonia inermis
È l’unico vero henné. Colora i capelli con tonalità che vanno dall’arancio ramato al rosso intenso, a seconda del colore di partenza, della qualità della polvere e delle applicazioni precedenti.
È particolarmente indicato per chi desidera riflessi caldi e una colorazione vegetale persistente. Sui capelli bianchi, utilizzato da solo, può produrre un risultato decisamente aranciato.
Henné neutro – Cassia obovata o Cassia italica
Viene spesso venduto come henné neutro, anche se appartiene a un’altra pianta, oggi classificata botanicamente come Senna italica.
Non contiene lawsone e non colora i capelli scuri come farebbe l’henné rosso. Viene utilizzato soprattutto come trattamento cosmetico per dare corpo e migliorare temporaneamente l’aspetto della chioma.
Su capelli molto chiari, bianchi o porosi può lasciare lievi riflessi dorati, soprattutto con determinate preparazioni.
Henné nero – Indigofera tinctoria
Anche in questo caso il nome è commerciale: la pianta utilizzata è l’indigofera, da cui si ricava il pigmento indaco.
Da sola può produrre riflessi blu-verdastri, soprattutto sui capelli chiari o bianchi. Per ottenere un castano scuro o un nero naturale viene generalmente abbinata alla lawsonia.
Henné biondo
Non esiste una pianta chiamata henné biondo. Con questo nome vengono commercializzate miscele di erbe, spesso contenenti cassia, camomilla, rabarbaro e altre piante.
Possono valorizzare i riflessi dorati dei capelli già chiari, ma non sono in grado di trasformare una chioma castana in bionda, perché non schiariscono la melanina.
Come ottenere il colore desiderato
Le erbe tintorie possono essere utilizzate singolarmente oppure mescolate per creare diverse sfumature.
| Colore desiderato | Erbe tintorie |
| Rosso ramato | Lawsonia pura |
| Rosso caldo o mogano | Lawsonia, eventualmente con altre erbe tintorie |
| Castano caldo | Lawsonia e indigo |
| Castano scuro | Lawsonia e indigo, con prevalenza di indigo |
| Nero | Lawsonia e indigo, spesso in due passaggi |
| Riflessi dorati | Cassia e miscele per capelli chiari |
| Trattamento senza colorazione rossa | Cassia |
Le proporzioni non garantiscono un risultato identico su tutti i capelli. Contano moltissimo il colore di partenza, la presenza di capelli bianchi, la porosità e le colorazioni precedenti.
Per questo è sempre consigliabile fare una prova su una piccola ciocca nascosta prima di procedere sull’intera capigliatura.
Mix pronti
Puoi acquistare dei mix chiedendo di farli preparare in un’erboristeria oppure scegliere dei prodotti già pronti come questi. Io ne ho provato alcuni e sono molto validi. Per chi desidera sperimentare la colorazione vegetale in casa con dei mix già pronti si può chiedere in un’erboristeria di prepararli. Oppure una possibilità una linea di prodotti che propone miscele di erbe tintorie già pronte all’uso.
Le tonalità disponibili comprendono biondo sabbia, castano chiaro, nocciola, castagno, castano, rame e melograno. Ogni miscela combina diverse polveri vegetali per ottenere riflessi differenti, senza ricorrere alle tradizionali tinture a ossidazione.
- Devi – Biondo Sabbia
- Sarasvati – Castano Chiaro
- Lakshmi – Nocciola
- Indrani – Castagno
- Ratri – Castano
- Parvati – Rame
- Durga – Melograno
Prima di scegliere la tonalità, ricordiamo che le erbe tintorie non schiariscono i capelli e che il risultato dipende sempre dal colore di partenza. Meglio effettuare una prova su una piccola ciocca, soprattutto in presenza di capelli bianchi o precedentemente trattati.
Si possono scegliere da questa immagine.
Io uso in genere questo Parvati – Rame
Come preparare l’henné in casa
Preparare l’henné è semplice e richiede pochi strumenti. La cosa più importante è utilizzare una polvere vegetale pura, senza coloranti sintetici o additivi indesiderati.
Ingredienti per capelli di media lunghezza
- 100 g di henné rosso puro (Lawsonia inermis) (o il colore scelto)
- Acqua tiepida quanto basta, indicativamente 250–350 ml
- Una ciotola di vetro, ceramica o acciaio inox
- Un cucchiaio o una spatola
- Guanti
- Una cuffia da doccia
Preparazione
Versiamo la polvere nella ciotola e aggiungiamo gradualmente l’acqua tiepida, mescolando fino a ottenere una crema liscia e omogenea, dalla consistenza simile a uno yogurt denso.
Non deve essere troppo liquida, altrimenti colerà durante l’applicazione, né troppo compatta, perché sarebbe difficile distribuirla.
La quantità d’acqua dipende dalla finezza della polvere e dalla sua capacità di assorbimento.
Per la lawsonia, il tempo necessario al rilascio del pigmento cambia in base alla temperatura e al liquido utilizzato. Alcune polveri possono essere applicate dopo una breve attesa, altre richiedono tempi più lunghi. Seguiamo quindi le indicazioni del produttore.
Non è necessario aggiungere succo di limone: un impasto eccessivamente acido può risultare fastidioso per la cute e seccare le lunghezze.
Un altro falso mito riguarda il metallo. Una ciotola di acciaio inox pulita può essere utilizzata tranquillamente: non è necessario ricorrere esclusivamente a utensili di legno.
Attenzione, invece, all’indigo: va preparato generalmente con acqua tiepida e utilizzato subito, senza lasciarlo riposare per ore come alcune preparazioni di lawsonia.
Come applicare l’henné sui capelli
Prima di iniziare, indossiamo i guanti e proteggiamo i vestiti con un vecchio asciugamano. Il pigmento può macchiare facilmente tessuti, pelle e superfici.
- Laviamo i capelli con uno shampoo delicato, eliminando residui di prodotti per lo styling, e tamponiamoli.
- Dividiamo la chioma in sezioni per facilitare l’applicazione.
- Distribuiamo l’impasto con un pennello o con le mani protette dai guanti, partendo dalle radici e procedendo verso le punte.
- Massaggiamo delicatamente le ciocche per distribuire uniformemente la crema.
- Raccogliamo i capelli e copriamoli con una cuffia da doccia, per evitare che l’impasto si asciughi troppo.
Quanto tempo deve rimanere in posa?
Non esiste un tempo valido per tutte le erbe tintorie.
Per la lawsonia pura, la posa può durare indicativamente da una a tre ore, ma alcune formulazioni richiedono tempi differenti.
Le miscele contenenti indigo hanno spesso tempi di posa più brevi, secondo le indicazioni del produttore.
Una posa molto lunga non garantisce necessariamente un colore migliore e può rendere i capelli più difficili da risciacquare.
Terminato il tempo previsto, risciacquiamo accuratamente con acqua tiepida, aiutandoci con un balsamo delicato se necessario.
Il colore dell’henné rosso può continuare a modificarsi nelle successive 24–48 ore, diventando talvolta più profondo e meno aranciato.
Come coprire i capelli bianchi con l’henné
È una delle domande più frequenti: l’henné copre davvero i capelli bianchi?
Sì, le erbe tintorie possono colorarli, ma il risultato è diverso da quello di una tinta chimica tradizionale.
La lawsonia pura, sui capelli bianchi, produce generalmente una tonalità arancio-ramata. Per ottenere un castano o un nero è spesso necessario utilizzare anche l’indigo.
Una delle tecniche più efficaci è la colorazione in due passaggi.
Primo passaggio: applichiamo la lawsonia per creare una base ramata sui capelli bianchi, rispettando il tempo di posa indicato.
Secondo passaggio: dopo il risciacquo, applichiamo una miscela di lawsonia e indigo, oppure indigo secondo il risultato desiderato, per ottenere tonalità più scure.
Questo procedimento richiede più tempo, ma permette di ridurre il rischio di riflessi verdastri sui capelli bianchi.
La copertura può non essere perfettamente uniforme al primo tentativo, soprattutto quando i capelli bianchi sono numerosi o particolarmente resistenti.
L’henné fa bene ai capelli?
L’henné viene spesso descritto come un trattamento capace di rinforzare, ispessire e rendere lucidi i capelli.
La lawsonia interagisce con la fibra capillare e può dare una sensazione di maggiore corposità, oltre a migliorare l’aspetto della superficie del capello.
Soprattutto sui capelli fini, questo effetto cosmetico può risultare interessante.
Non bisogna però confonderlo con una vera riparazione biologica del capello danneggiato. L’henné non ricostruisce i follicoli, non cura la caduta e non accelera la crescita.
Inoltre, applicazioni frequenti possono lasciare alcune chiome più rigide o secche al tatto. In questi casi è utile distanziare i trattamenti e utilizzare un balsamo adatto.
Ogni quanto fare l’henné?
La frequenza dipende dalla ricrescita e dal risultato desiderato.
Per mantenere una colorazione uniforme, generalmente si interviene ogni quattro-sei settimane, concentrandosi soprattutto sulle radici.
Non è sempre necessario applicare nuovamente l’henné su tutte le lunghezze: il pigmento tende ad accumularsi e le applicazioni ripetute possono scurire progressivamente il colore.
Chi utilizza la cassia per un trattamento cosmetico può invece scegliere una frequenza diversa, in base alla risposta dei propri capelli.
Attenzione all’henné nero e alle etichette
Una precauzione fondamentale riguarda i prodotti venduti come “henné nero”.
Non tutti contengono soltanto indigofera. Alcune preparazioni, soprattutto quelle destinate ai tatuaggi temporanei, possono contenere parafenilendiammina (PPD), una sostanza colorante che può provocare reazioni allergiche anche importanti.
Il cosiddetto henné nero per tatuaggi temporanei è particolarmente problematico: non va confuso con una normale miscela vegetale per capelli.
Prima dell’acquisto leggiamo sempre l’elenco degli ingredienti (INCI).
Una confezione di lawsonia pura dovrebbe riportare come ingrediente Lawsonia inermis Leaf Powder. Una polvere pura di indigo, invece, Indigofera tinctoria Leaf Powder.
Nelle miscele possiamo trovare più ingredienti vegetali, ma è importante verificare la composizione completa.
Anche un prodotto naturale può provocare irritazioni o allergie. In presenza di precedenti reazioni alle tinture, cute irritata o particolarmente sensibile, è opportuno chiedere consiglio a un dermatologo. Eseguiamo inoltre la prova di sensibilità prevista dal produttore.
Un’ulteriore attenzione riguarda i capelli precedentemente decolorati o trattati chimicamente: alcune miscele possono dare risultati inattesi. Meglio effettuare sempre una prova su ciocca e non utilizzare prodotti dalla composizione incerta.
Cinque errori da evitare
- Pensare che l’henné schiarisca i capelli. Le erbe tintorie aggiungono pigmento, ma non eliminano quello naturale.
- Utilizzare indigo puro sui capelli bianchi. Il risultato potrebbe virare verso il blu o il verde.
- Aggiungere troppi ingredienti all’impasto. Oli, yogurt, miele e altri ingredienti non sono indispensabili e possono interferire con la distribuzione o la resa del pigmento.
- Ripetere sempre l’applicazione su tutte le lunghezze. Il colore può accumularsi e diventare progressivamente più scuro.
- Acquistare miscele senza leggere l’INCI. La dicitura “naturale” sulla confezione non è sufficiente per conoscere la reale composizione del prodotto.
Un gesto di bellezza, con meno ingredienti e più salute
L’henné e le altre erbe tintorie possono rappresentare una scelta interessante per chi desidera colorare i capelli con preparazioni vegetali, evitando i tradizionali sistemi di colorazione ossidativa.
Non sono però una soluzione universale: richiedono tempo, qualche prova e la consapevolezza che il risultato non sarà sempre identico a quello mostrato sulla confezione.
Il bello dell’autoproduzione è anche questo: conoscere ciò che utilizziamo, imparare a dosarlo e trovare la preparazione più adatta alle nostre esigenze.
E magari scoprire che, per regalare nuovi riflessi ai capelli, bastano una ciotola, un po’ d’acqua e una pianta dalle foglie tintorie.
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