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Marmellata di fichi senza zucchero fatta in casa

di Lucia Cuffaro

Come preparare la marmellata di fichi senza zucchero fatta in casa?
In questo articolo scoprirete quali sono gli ingredienti, come prepararla e come conservarla.
Pronti? Partiamo!

Marmellata di fichi senza zucchero

Occorrente

  • 1 kg di fichi
  • 2 mele bio
  • 1 limone
  • cannella, mandorle, pistacchi, zenzero, chiodi di garofano, …
  • tagliere e coltello
  • pentola
  • mestolo
  • barattolini di vetro sterilizzati
  • canovacci di cotone

Marmellata di fichi senza zucchero: Le proprietà

Ecco una preparazione sanissima, ricca di vitamine e sali minerali: la marmellata fatta solo di frutta senza zuccheri aggiunti. Al posto dello zucchero, ma con la stessa azione addensante e gelificante, utilizzeremo un trucco: l’aggiunta di una mela con buccia a pezzettini ogni 500 grammi di frutta!

La mela sprigionerà in cottura la propria pectina naturale e regalerà alla marmellata un sapore naturalmente dolce. Per questa marmellata di fichi senza zucchero il consiglio è di scegliere sempre fichi maturi e dolci.

La sterilizzazione dei barattoli

Per la preparazione casalinga della marmellata di fichi senza zucchero (ma anche per tutte le altre marmellate) bisogna porre attenzione alla sterilizzazione dei barattoli in acqua bollente.

I barattoli e i loro coperchi devono essere infatti lavati ed asciugati prima di passare alla sterilizzazione, necessaria per evitare la formazione di muffe durante la conservazione (sterilizzateli facendoli bollire in acqua per 30 minuti, in alternativa in forno a 130°C/140°C, oppure mettendoli nel microonde leggermente umidi per 40 secondi).

E’ importante farla con attenzione, leggendo anche le Linee guida del Ministero della Salute.

Preparazione della marmellata di fichi senza zucchero

Faremo la marmellata, o meglio la confettura, come sarebbe più corretto dire (la marmellata sarebbe solo quella di agrumi). Iniziamo lavando accuratamente i fichi. Se abbiamo a disposizione dei frutti biologici, non li sbucciamo, come nel caso dei fichi. Li tagliamo a pezzi, li irroriamo con il succo di 1 limone bio e li trasferiamo assieme alla mela tagliata a pezzi in una pentola in acciaio inossidabile dai bordi bassi (un trucco utile a velocizzare la cottura).

Facciamo bollire a fuoco basso per circa 40 minuti, senza coperchio, aggiungendo eventualmente le spezie in polvere, per arricchire di sapore la marmellata.

Mescoliamo di tanto in tanto con un cucchiaio di legno e, arrivati al termine della cottura della frutta, utilizziamo volendo un frullatore a immersione per una marmellata dalla consistenza più omogenea, senza pezzi di frutta.

La marmellata è pronta quando è abbastanza soda. Possiamo aggiungere anche delle spezie come zenzero, pistacchi o mandorle tritate.

Cestino fichi

Il trucco del piattino

Mettiamo un cucchiaino di marmellata calda su un piattino di ceramica, precedentemente raffreddato in frigorifero. Incliniamo il piattino in verticale. Se il composto non scivolerà via subito, la marmellata di fichi senza zucchero sarà pronta!

Lasciamo intiepidire girando di tanto in tanto, dopo di che la travasiamo nei barattolini di vetro e chiudiamo immediatamente.

Li capovolgiamo a testa in giù su una superficie adatta al calore, come un tagliere di legno o un piano di marmo. Lasciamo riposare i barattoli per 48 ore in questa posizione, in modo che si formi il “vuoto” visibile dall’incurvatura verso l’interno del tappo.

O ancor meglio (IO CONSIGLIO QUESTO PASSAGGIO) le nonne ci insegnano a bollire per circa 20-30 minuti i barattoli in una pentola piena d’acqua, avvolti con dei canovacci per evitare che si rompano. In questo modo la sterilizzazione sarà più che perfetta!

Conservazione della marmellata di fichi senza zucchero

Le marmellate si conservano senza problemi in dispensa fino a 3 mesi. Una volta aperte, devono essere riposte in frigorifero e consumate entro pochi giorni. Conviene per questo travasarla fin dall’inizio in piccoli barattoli.

Sono talmente gustose e meno dolciastre della marmellata comune, che già di per sé rappresentano un dolcetto, per voglie matte improvvise!

Marmellata di fichi senza zucchero fatta in casa

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14 COMMENTI

  1. Piccola osservazione:
    Non è il caso di intiepidire prima di invasare. Anzi, meglio invasare il più caldo possibile e chiudere subito. Così la carica microbica si abbassa – piú caldo lo chiudi, meno batteri ti ritrovi dentro. Questo è alternativo alla bollitura successiva.
    Poi, bollire 20 minuti NON STERILIZZA. Se non si arriva a 121º (con l’autoclave) le spore di botulino rimangono. Un 5% dei vasetti in media è contaminato, ma lo vedi subito perchè il tappo si gonfia (segno di attività batterica con produzione di CO2) e allora se puzza si butta, se l’odore è buono si fa bollire così l’eventuale tossina botulinica viene degradata.

    • La pectina non svolge lo stesso ruolo dello zucchero nella conservazione.
      Sono due meccanismi diversi.

      Cosa fa la pectina:
      – Addensa formando una rete tridimensionale che “intrappola” acqua e zuccheri.
      – Questo cambia la consistenza, ma non abbassa l’attività dell’acqua (aw) in modo significativo.
      – Quindi non limita la crescita microbica come fa lo zucchero.

      Cosa fa lo zucchero:
      – È un potente igroscopico, cioè lega l’acqua sottraendola ai microrganismi.
      – Riduce davvero l’attività dell’acqua, quindi migliora la conservazione.

      Conclusione:
      La pectina della mela addensa, migliora la struttura e aiuta la gelificazione della marmellata, ma non sostituisce l’effetto conservante dello zucchero. Se si fa una confettura senza zucchero bisogna compensare con altri metodi di sicurezza: acidificazione naturale (la frutta è già acida), cottura adeguata, vasetti bollenti e pastorizzazione.

    • Ciao! Lo zucchero è un “conservante” perché abbassa l’acqua disponibile e ostacola la crescita di muffe e batteri.
      Se vuoi fare una marmellata di fichi senza zucchero puoi farla, ma serve qualche accortezza in più: i fichi sono già molto dolci e ricchi di pectina, però la confettura va fatta cuocere più a lungo, invasettata bollente e soprattutto pastorizzata bene (30–40 minuti) per garantirne la sicurezza.
      Io la preparo spesso, ma consiglio sempre di consumarla entro pochi mesi e conservarla in frigo una volta aperta.
      Quindi no, non è una diceria: lo zucchero aiuta, ma non è obbligatorio se si seguono procedure corrette.

      • Grazie. In realtà ci sono 2 ordini di problemi con la conservazione: che qualche vasetto vada a male, e che si formi la tossina botulinica.
        Io personalmente vorrei cuocerla il meno possibile, e ovviamente la invasetto bollente.
        Pastorizzare a lungo poi serve poco: il batterio muore subito a 90°, ma se ci sono spore queste resistono sopra i 110°, funziona solo l’autoclave che arriva a 121°, che in casa non ha nessuno.
        Se trovo il coperchio sollevato so che ci può essere stata una contaminazione, se ha cattivo odore butto, se sembra buona la cuocio per disattivare la tossina botulinica.
        Ma, se il vasetto è integro e con il tappo abbassato, posso essere sicuro che non ci sono state contaminazioni? Il batterio del botulino, quando è in attività, produce sempre gas (anidride carbonica)? Ho ricevuto risposte discordanti al riguardo.
        Grazie

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