Ecco come fare l’Oleolito a caldo con la Margherita pratolina Bellis Perennis e la Calendula (officinalis o arvensis).
di Lucia Cuffaro
Per realizzare un olio utile per la cura di tutte le pelli, anche di quelle sensibili soggette ad arrossamenti, irritazioni e screpolature, si può autoprodurre un oleolito in mix tramite la macerazione a caldo in olio delle sommità fiorite di Margherite e Calendula.
Dove raccoglierliĀ
Questi due fiori comuni si trovano in vari peridio dell’anno,Ā nei prati, ai margini dei campi, negli orti familiari e nei giardini. La margherita, con le sue piccole corolle bianche e il cuore giallo acceso, accompagna le stagioni miti; la calendula, più generosa nei toni aranciati, fiorisce a lungo ed ĆØ nota da secoli nella tradizione erboristica europea. Non sono solo belle: racchiudono una ricchezza di composti interessanti per la pelle. La Commissione E tedesca ha riconosciuto lāuso topico della Calendula officinalis per il trattamento di infiammazioni cutanee lievi e per favorire la cicatrizzazione. Anche lāEuropean Medicines Agency, nel documento āAssessment report on Calendula officinalis L., flosā pubblicato dal Committee on Herbal Medicinal Products, conferma lāimpiego tradizionale della calendula per piccole infiammazioni della pelle e come coadiuvante nella guarigione delle ferite superficiali, evidenziando la presenza di flavonoidi e triterpeni con attivitĆ lenitiva e antinfiammatoria.
La margherita comune, Bellis perennis, ĆØ meno celebrata ma altrettanto interessante: uno studio pubblicato su Journal of Ethnopharmacology, āAnti-inflammatory activity of Bellis perennis extractsā, ha mostrato che gli estratti dei capolini possiedono proprietĆ antinfiammatorie in modelli sperimentali, attribuite a saponine e polifenoli. Non stiamo parlando di magie da prato, ma di fitocomplessi studiati e documentati, che la ricerca contemporanea sta riscoprendo con strumenti moderni.
Per autoprodurre un oleolito in mix si raccolgono le sommitĆ fiorite sane, lontane da strade trafficate e fonti di inquinamento. Ć importante che siano asciutte, senza tracce di umiditĆ : lāacqua ĆØ la principale nemica della buona conservazione. Si possono lasciare appassire qualche ora su un telo pulito, allāombra, per ridurre lāumiditĆ residua.

ProprietĆ in sintesi:
La Calendula ha proprietà lenitive ed emollienti, ed è ricca di antiossidanti. Le Margherite di campo hanno virtù cicatrizzanti, tonificanti del corpo e antisettiche.
Raccolta
Le sommitĆ fiorite delle Calendule e delle Margherite si raccolgono di giorno, meglio al mattino presto.
Per autoprodurre un oleolito in mix si raccolgono le sommitĆ fiorite sane, lontane da strade trafficate e fonti di inquinamento. Ć importante che siano asciutte, senza tracce di umiditĆ : lāacqua ĆØ la principale nemica della buona conservazione. Si possono lasciare appassire qualche ora su un telo pulito, allāombra, per ridurre lāumiditĆ residua.
Macinazione e bagnomaria
Pesta leggermente i fiori con un mortaio per aumentare la superficie di estrazione. Si riempie poi un barattolo di vetro o una ciotolina di vetro con i fiori spezzettati, posto su una pentola con acqua da scaldare a bagnomaria.
I fiori vanno poi completamente ricoperti con olio vegetale a scelta, come lāolio extravergine di oliva, o anche di girasole, mandorle, riso, sesamo, jojoba, etc. Si riscalda a fuoco molto basso, per consentire l’estrazione dei principi attivi.
Infusione
Lascia che i fiori si infondano nell’olio a caldo per almeno 2 ore, mescolando ogni tanto. La macerazione a caldo si effettua a bagnomaria dolce, mantenendo lāolio intorno ai 40ā50 gradi, senza mai far bollire.
Dopo di che si spegne il fuoco e si lascia poi a riposo durante la notte (8 ore) per un’estrazione più intensa, coperto col coperchio per mantenere il calore.
Filtraggio
Trascorso il tempo, lāolio va filtrato attraverso un fazzoletto o della stoffa pulita, da strizzare in modo che fuoriesca il fluido residuo trattenuto dai fiori. Non resta che travasare questo magnifico olio in una bottiglia in vetro scuro.
Conservazione
Si conserva fino a circa 6 mesi (anche un anno, dipende da quando ĆØ stato prodotto lāolio) in un luogo fresco e buio.
Impiego e conservazione
Questo oleolito ĆØ adatto allāidratazione del viso di pelli sensibili, fragili e tendenti alle screpolature, e aiuta la cicatrizzazione e lenisce. Per questo si utilizza su irritazioni, punture di insetto o dermatiti da contatto. Delicato per il derma dei neonati, i genitori ne possono fare largo uso in caso di arrossamenti da pannolino.
à inoltre molto nutriente, e si può usare su tutto il corpo al posto delle creme commerciali.
Ottimo anche come struccante viso e occhi. Gli oleoliti vanno sempre spalmati su pelle inumidita in modo che vengano assorbiti al meglio.
Ć indicato anche come olio da massaggio.
Conclusioni
Autoprodurre un oleolito di margherita e calendula non ĆØ solo un gesto cosmetico, ma un atto di consapevolezza. Significa conoscere ciò che mettiamo sulla pelle, ridurre imballaggi superflui e recuperare un sapere antico alla luce delle evidenze scientifiche attuali. In unāepoca di etichette chilometriche e ingredienti impronunciabili, tornare a due fiori di campo può essere una scelta semplice, efficace e sorprendentemente moderna.

Questa ĆØ una delle preparazioni che abbiamo fatto alla presentazione del libro LEGGERE LA PELLE DEL VISO
Leggere la pelle del viso
"La pelle ĆØ la nostra prima casa, un involucro che ci protegge e che ci apre al contatto col mondo esterno. Ć la sacra pergamena su cui si scrive la nostra storia, quella interna di viscere e organi vitali, quella interiore di onde emotive e rotoli di pensieri. Ma pure quella esterna di relazioni e sguardi, di interazione con energie vitali o fonti di inquinamento, di atmosfere rivitalizzanti e fresche o raggi solari di varia intensitĆ . La pelle ĆØ un'opera di scrittura, una mappa dove tutto viene registrato e trascritto".
La pelle del viso ci parla.
Sul nostro volto vi è una vera e propria mappatura di segni, da osservare con il giusto tempo per comprenderne i significati più profondi. La pelle, e in particolare quella del viso, è infatti un organo così ricettivo da essere colpito non solo da squilibri fisici, ma anche da somatizzazioni di natura emotiva e psicologica.
Per questo tutto ciò che "contatta" la pelle del viso dovrebbe essere delicato, naturale e non invasivo. Abbiamo più che mai il dovere e la possibilità di scegliere quello che davvero può farci bene, dentro e fuori, anche nelle pratiche quotidiane della detersione e della cosmesi, o in quelle di cura dei disturbi dermatologici. Vogliamo imparare a prenderci cura della nostra pelle partendo da dentro, da come stanno le nostre emozioni e i nostri pensieri.
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