di Lucia Cuffaro

In primavera e con l’estate dietro l’angolo, le belle giornate, il sole e le passeggiate si portano dietro la voglia irrefrenabile di raccogliere le profumatissime erbe ed i fiori che con i loro sfavillanti colori ricoprono angoli delle strade, prati verdi, campagne e vallate. Cosa farne? La tradizione italiana popolare da sempre le usa in cucina.

Ecco un’idea per una cena o un pranzo speciale a base di fiori e di erbe spontanee.

ANTIPASTO

Bruschette di fiori

Occorrente

Bruschette di fioriPer iniziare il nostro menu speciale e base di erbe e fiori commestibili non possiamo che cominciare da un antipasto all’italiana rivisitato: le bruschette di fiori.
Colorate ed eleganti, saranno apprezzate da tutti i commensali!

Prendiamo del pane di qualità e lo tagliamo a fette, per poi tostarlo leggermente al forno. Sulle fette passiamo un filo di olio extra vergine di oliva, sale e pepe quanto basta per aromatizzare.
Infine disponiamo sulle fette i fiori commestibili.

In questa stagione si possono trovare facilmente fiori di: Tarassaco, Sambuco, Rosa, Margherite, Viole, Borragine, Malva.

Il sapore è molto buono e delicato e sul pane sono una vera bontà!

Bruschette di pane - Erbe spontanee

DA BERE

Acqua floreale

Occorrente

  • fiori (Tarassaco, Sambuco, Rosa, Margherite, Viole)
  • acqua
  • vaschetta per cubetti di ghiaccio
  • bicchiere con acqua

All’interno di una vaschetta per il ghiaccio disponiamo in ogni comparto un fiore a scelta tra quelli commestibili avanzati dalle bruschette. Mettiamo a congelare, dopo di che serviamo direttamente all’interno di un bicchiere con acqua fresca.

PRIMO PIATTO

Pesto all’ortica

Occorrente

  • 100 g di foglie di ortica giovani e tenere
  • 1 cucchiaio di pinoli sgusciati
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe q.b.
  • pasta
  • pentola per bollitura
  • mortaio o frullatore
  • forbici
  • guanti
  • barattolo di vetro con tappo

L’ortica è una delle erbe spontanee commestibili più comuni, che cresce lungo i muri e nelle zone soleggiate, forse una delle erbe selvatiche da mangiare più facilmente identificabile.

Da sempre riconosciuta e utilizzata per le sue proprietà officinali, contiene antiossidanti, sali minerali (ferro), vitamina C e proteine.

La parte idonea sono le cime più alte, che prima della fioritura sono le più tenere. Tagliamole con le forbici ed i guanti, per evitare irritazioni. Il loro potere irritante scompare dopo la bollitura o l’essiccazione.

Dopo aver lavato le foglie d’ortica le sbollentiamo per qualche minuto. Le togliamo poi dall’acqua e lasciamo che si raffreddino dopo averle fatte scolare per bene. Mettiamo in un tradizionale mortaio (o se vogliamo far prima nel frullatore) tutti gli ingredienti e pestiamo, o frulliamo, finché non si avrà un composto cremoso.

Travasiamo in un barattolo di vetro con chiusura ermetica e prima di chiudere cospargiamo la superficie con un filo d’olio extra vergine di oliva per prolungarne la durata.

Si conserva in frigorifero per una settimana (o si può surgelare per prolungarne la durata a 6 mesi). All’occorrenza la salsa si scioglie con un po’ d’acqua di cottura da aggiungere alla pasta.
Il pesto alle ortiche è pronto!

SECONDO PIATTO

Quadrotti di asparagi selvatici

Occorrente

L’asparago selvatico (Asparagus acutifolius) ha un sapore intenso e gustosissimo ed è di gran lunga più saporito rispetto a quello più grande coltivato in modo intensivo che acquistiamo solitamente. Si può trovare facilmente anche in città. Cresce spontaneamente in prati, campi ed ai bordi delle strade. Deve essere raccolto prima che il suo gambo diventi legnoso recidendolo alla base ed evitando di strappare le radici. Trattandosi di una pianta perenne, può essere raccolta anche nelle altre stagioni.

Facciamo una veloce spadellata per 10 minuti con gli asparagi tagliati a pezzi, l’aglio, l’olio extra vergine di oliva e un po’ di sale. Nel frattempo, in una ciotola creiamo una pastella di acqua, farina di ceci (si trova facilmente negli alimentari e negozio bio), sale e pepe q.b.

Trascorso il tempo, versiamo la crema di acqua e ceci direttamente nella padella con gli asparagi e lasciamo cuocere con coperchio per circa 20 minuti. Infine disponiamo in un piatto fondo e tagliamo in quadrati.
Si mangiano caldi ma sono buonissimi anche freddi il giorno dopo, a lavoro o in casa.

CONTORNO

Insalata di fiori e foglie di Tarassaco

Occorrente

I prati in primavera sono inondati da un allegro fiore giallo, il Tarassaco (nome scientifico Taraxacum officinale), i cui petali si trasformano poi nei Soffioni, divertimento di ogni bambino, e gioco della nostra infanzia.

Viene comunemente chiamato anche Dente di leone, in riferimento alla dentellatura delle foglie. Il nome Tarassaco in greco significa “rimedio”, proprio per le sue virtù medicinali. Ha proprietà diuretiche, digestive e depurative (nei fiori, nelle foglie e soprattutto nelle radici).

Durante le scampagnate tipiche della Primavera divertiamoci a raccogliere i fiori di Tarassaco. Sciacquiamoli a casa con un po’ di acqua per eliminare tutti residui di terra, e tagliamo il gambo.
In un’insalatiera disponiamo le foglie fresche e i fiori, poi condiamo con il succo di 1/2 limone, olio extra vergine di oliva, sale e pepe.
Non ci resta che degustare!

DA BERE

Sciroppo ai fiori di sambuco

Occorrente

  • 8 grappoli di fiori di sambuco
  • 500 ml d’acqua
  • 500 g di zucchero di canna
  • 1 limone
  • pentola
  • bottiglia di vetro
  • colino

Raccogliamo i fiori più freschi, sbocciati da poco in luoghi puliti, meglio se al mattino e dopo una giornata di pioggia. Li agitiamo delicatamente per allontanare gli eventuali insetti. Separiamo i fiorellini dai grappoli.

In una pentola portiamo a ebollizione l’acqua. Uniamo lo zucchero di canna, mescolando fino a farlo sciogliere completamente, poi spegniamo il fuoco. Aggiungiamo a questo punto i fiori di sambuco e il limone tagliato a fettine, poi copriamo subito con un coperchio.

Lasciamo in infusione per 24 ore, mescolando ogni tanto. Filtriamo lo sciroppo con un colino o con un panno di cotone per strizzare bene il residuo di fiori. Infine travasiamo in una bottiglia di vetro perfettamente pulita e degustiamo!

Lo sciroppo si conserva in frigorifero per 2 settimane. Volendo possiamo congelarne qualche cubetto per unirlo alle bevande estive, oppure per usarlo scongelato anche in inverno, come aiuto contro la febbre e il raffreddore.

RICICLO UOVA DI PASQUA

Cosa fare del cioccolato avanzato dalle uova di Pasqua? Ma delle eleganti foglie di cioccolata.
Ci manca al nostro menu proprio il dolce!

DOLCE

Foglie di cioccolata

Partiamo da delle belle foglie di alloro, un arbusto sempre verde tipico delle città o dei giardini con siepe.

Le laviamo con cura, dopo di che vi spatoliamo sopra con un pennello da cucina un bello strato di cioccolato delle uova di pasqua avanzato e precedentemente sciolto a bagnomaria. Dopo qualche ora potremo staccare dalla foglia verde la nostra foglia di cioccolato, che sarà quindi aromatizzata all’alloro.

Volendo, quando il cioccolato è ancora caldo, possiamo impreziosire le foglie con della granella di nocciole, di mandorle o della farina di cocco per rendere il nostro dolce ancor più sfizioso!

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