Ti piacere autoprodurre i Fervida? In questo articolo parliamo proprio di come fare il detersivo con scarti di cibo vegetale.
di Lucia Cuffaro
Siamo sommersi dagli scarti del cibo. Secondo il rapporto Onu 2021, ogni anno vanno sprecate 931 milioni di tonnellate di cibo nel mondo, pari al 17% di tutto quello prodotto.
Questo dato fa emergere un problema ambientale e gestionale non indifferente, a causa della grande quantità di umido e organico che ogni giorno anche in Italia viene scartato.
Spesso infatti gettiamo via delle parti di cibo che ancora si potrebbero utilizzare, anche in modo funzionale, come ad esempio per l’autoproduzione di detersivi e detergenti per la casa.
Fervida: come fare il detersivo con scarti di cibo
Occorrente
- 500 ml di acqua demineralizzata
- 300 g di scarti di frutta e verdura (senza noccioli)
- 100 g di zucchero di canna naturale o altro dolcificante naturale
- barattolo capiente di vetro con coperchio
- bottiglia di vetro
- garza o fazzoletto
- elastico
Prepariamo il fervida
Con scarti di ogni tipo di frutta e verdura si può autoprodurre un detersivo efficiente e versatile.
Questo procedimento fa riferimento a un’antichissima tecnica thailandese. Il nome orientale è Nam Mak, quello italiano Fervida, o Fermenti di vita: dei fermentati di vegetali, che contengono microorganismi dalle caratteristiche detergenti e purificanti.
Si tratta quindi di un concentrato di batteri buoni per l’igiene della casa, che tutelano la nostra salute e quella dell’ambiente. La ricetta prevede soli tre ingredienti da miscelare nelle giuste proporzioni: 5, 3, 1.
Cinque parti di acqua, tre di scarti vegetale (anche bucce di qualsiasi tipo, ma senza noccioli) e una di dolcificante, come lo zucchero di canna o un buon miele bio. Una ricetta semplice e di grande utilità.
Per prima cosa gli scarti vegetali devono essere lavati con cura e asciugati. In un barattolo di vetro sterilizzato si inseriscono poi tutti gli elementi: 500 ml di acqua demineralizzata (quella usata in genere per il ferro da stiro), 300 g di scarti di frutta e verdura e 100 g di zucchero di canna o un altro dolcificante.
Non bisogna riempire completamente, per lasciare un volume di spazio alla fermentazione.
Si appoggia quindi sopra il tappo senza chiudere ermeticamente.
Per evitare l’ingresso di insetti e polvere, si protegge l’imbocco con una garza o un fazzoletto di stoffa fissato con un elastico.
Una volta al giorno si dovrebbe agitare il barattolo per mescolare e attivare gli ingredienti, fino al momento in cui tutti gli scarti di cibo saranno sul fondo. Questo avviene in genere in 30 giorni.
Dopo 4 mesi dal procedimento iniziale, il preparato è pronto per essere usato come detersivo universale. Si filtra usando un imbuto e una garza e si trasferisce in una bottiglia di vetro. Volendo, una parte invece, si può travasare direttamente in uno spruzzino pronto all’uso.
Fervida: uso e conservazione
Lo possiamo quindi usare per tantissime necessità casalinghe, come sgrassatore per superfici, detergente per pavimenti, detersivo per piatti, pulisci vetri e specchi e detergente sanitari.
I dosaggi sono quelli classici di un prodotto eco bio.
Il detersivo universale con scarti di ortaggi e frutta ha un costo solo di qualche centesimo e si conserva addirittura fino a un anno in un luogo fresco e lontano da luce diretta.
Questa autoproduzione, che non contiene quindi sostanze di derivazione petrolchimica, inquinanti per le falde e i terreni con conseguenti problemi per la flora e la fauna, è utile anche per diminuire la produzione di plastica da imballaggio di cui solitamente si abusa nei prodotti per la detergenza.
In tre parole: ecologico, economico e versatile.
Per approfondire, molto interessante è la pagina degli amici del Bosco di Ogigia Fervida: cosa sono, come si preparano e a cosa servono
Video
Il mio Video Tutorial durante una puntata nella rubrica Chi fa da sè a Unomattina in Famiglia.
Eventuali problemi di cattivo odore
Se la tua Fervida è venuta maleodorante, quasi sicuramente non è stata una fermentazione lattica “buona”, ma una fermentazione putrefattiva. Vediamo cosa può essere successo.
Primo punto: il tipo di scarti.
Le fermentazioni con prevalenza di frutta funzionano meglio perché la frutta contiene più zuccheri semplici, che nutrono i microrganismi giusti (lieviti e batteri lattici). Sedano, bucce di carota e soprattutto cetriolo hanno pochissimi zuccheri e molta acqua: questo può rallentare o sbilanciare la fermentazione, favorendo batteri indesiderati che producono cattivo odore.
Secondo punto: rapporto zucchero/scarti.
Anche se hai rispettato peso e tempo, potrebbe essere stato necessario un po’ più di zucchero, proprio perché hai inserito molte parti vegetali poco zuccherine. Senza “cibo” sufficiente, i microrganismi utili non riescono a prendere il sopravvento.
Terzo punto: ossigeno.
Se il contenitore non era chiuso correttamente o non veniva mescolato secondo le indicazioni (nei fermentati aerobici), possono svilupparsi muffe o batteri non desiderati. L’odore è il primo campanello d’allarme.
Quarto punto: qualità degli scarti.
Devono essere freschissimi, non ammaccati, non già in fase di decomposizione. Anche una sola parte un po’ “andata” può compromettere tutto.
Un fermentato riuscito profuma di acido fresco, leggermente fruttato o vinoso.
Se invece l’odore è di marcio, fogna o putrefazione intensa, purtroppo va buttato: non si recupera.
Consiglio per un risultato ottimo:
– usa solo frutta (mele, pere, agrumi, mela)
– evita ortaggi poveri di zuccheri
– rispetta il rapporto 1:3:10 (zucchero : scarti : acqua)
– mescola ogni giorno se è una fermentazione aerobica
– tienilo al riparo da sole diretto ma in ambiente tiepido
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Ciao Lucia, hai detto come usare la parte liquida filtrandola, ma la parte solida del fervida si può usare per qualcosa? Grazie
Quella parte va in compostaggio…
Ah ok. Perché una mia amica che fa i fervida ha detto che la parte solida la frulla in un mixer e la usa come crema lavamani (tipo sapone cremoso).
Fervida, ho utilizzato buccia di 1 limone e bucce di carote, cetrioli, sedano. Ma ho ottenuto poco liquido e con un odore forte e sgradevole….ho rispettato le dosi,
Fervida, si possono usare anche bucce di ortaggi, ho provato quelle di carote,cetrioli, peperoni. Il risultato ha un odore forte e sgradevole
Ho fatto fervida con scarti di frutta, ma insieme anche sedano, bucce di carote e di cetriolo. Ho seguito le indicazioni sia sul peso che sul tempo, ma il risultato è stato un composto maleodorante. Cosa ho sbagliato? Grazie
Ciao Isa, se la tua Fervida è venuta maleodorante, quasi sicuramente non è stata una fermentazione lattica “buona”, ma una fermentazione putrefattiva. Vediamo cosa può essere successo.
Primo punto: il tipo di scarti.
Le fermentazioni con prevalenza di frutta funzionano meglio perché la frutta contiene più zuccheri semplici, che nutrono i microrganismi giusti (lieviti e batteri lattici). Sedano, bucce di carota e soprattutto cetriolo hanno pochissimi zuccheri e molta acqua: questo può rallentare o sbilanciare la fermentazione, favorendo batteri indesiderati che producono cattivo odore.
Secondo punto: rapporto zucchero/scarti.
Anche se hai rispettato peso e tempo, potrebbe essere stato necessario un po’ più di zucchero, proprio perché hai inserito molte parti vegetali poco zuccherine. Senza “cibo” sufficiente, i microrganismi utili non riescono a prendere il sopravvento.
Terzo punto: ossigeno.
Se il contenitore non era chiuso correttamente o non veniva mescolato secondo le indicazioni (nei fermentati aerobici), possono svilupparsi muffe o batteri non desiderati. L’odore è il primo campanello d’allarme.
Quarto punto: qualità degli scarti.
Devono essere freschissimi, non ammaccati, non già in fase di decomposizione. Anche una sola parte un po’ “andata” può compromettere tutto.
Un fermentato riuscito profuma di acido fresco, leggermente fruttato o vinoso.
Se invece l’odore è di marcio, fogna o putrefazione intensa, purtroppo va buttato: non si recupera.
Per la prossima volta ti consiglio per andare sul sicuro:
– usa solo frutta (mele, pere, agrumi, ananas)
– evita ortaggi poveri di zuccheri
– rispetta il rapporto 1:3:10 (zucchero : scarti : acqua, se stai seguendo quella ricetta)
– mescola ogni giorno se è una fermentazione aerobica
– tienilo al riparo da sole diretto ma in ambiente tiepido
Se vuoi, raccontami che odore aveva esattamente: aceto? uova marce? muffa? Da lì si capisce ancora meglio cosa è successo