Conosci i fiori di tarassaco?
Come è possibile fare un decotto depurativo e digestivo?
di Lucia Cuffaro
Fiori di tarassaco come rimedi naturali
I prati in primavera sono inondati da un allegro fiore giallo, il Tarassaco (nome scientifico Taraxacum officinale), i cui petali si trasformano poi nei Soffioni, divertimento di ogni bambino, e gioco della nostra infanzia.
Viene comunemente chiamato anche Dente di leone, in riferimento alla dentellatura delle foglie. O anche Piscialetto, per le proprietà diuretiche, digestive e depurative (nei fiori, nelle foglie e soprattutto nelle radici).
Il nome Tarassaco in greco significa rimedio proprio per le sue virtù medicinali.
Come riconoscere il Tarassaco
Il tarassaco è una di quelle piante che quasi tutti hanno visto mille volte senza sapere davvero chi sia. Cresce nei prati, ai bordi delle strade, negli orti e nei giardini, spesso considerato un’erbaccia ostinata. Eppure il Tarassaco è una delle piante selvatiche più preziose che possiamo raccogliere e portare in cucina.
Riconoscerlo è abbastanza semplice se si osservano alcuni dettagli. Il tarassaco cresce formando una rosetta di foglie che partono tutte dalla base della pianta. Le foglie sono allungate, profondamente dentellate, con lobi triangolari che ricordano i denti di un leone – da qui il nome popolare “dente di leone”. Se si spezza una foglia o il gambo, esce un lattice bianco lattiginoso. In primavera produce un fiore giallo intenso, formato da tanti piccoli petali sottili riuniti in un capolino. Dopo la fioritura il fiore si trasforma nella famosa sfera soffice di semi che il vento porta via, quella che da bambini si soffia esprimendo un desiderio.
Una cosa importante per riconoscerlo è che ogni fiore cresce su un gambo cavo e senza foglie. Questo aiuta a distinguerlo da altre piante simili. Il periodo migliore per raccoglierlo è dalla fine dell’inverno alla primavera, quando le foglie sono più tenere e meno amare.
Usi del Tarassaco
Del tarassaco si utilizza praticamente tutto. Le foglie giovani sono ottime crude nelle insalate, magari mescolate con altre erbe spontanee o con lattuga e cicoria. Hanno un gusto leggermente amarognolo che stimola la digestione. Si possono anche cuocere: saltate in padella con aglio e olio, aggiunte a frittate, torte salate o ripieni. Nei primi mesi di primavera sono perfette anche nelle zuppe di erbe selvatiche.
I boccioli dei fiori, raccolti quando sono ancora chiusi, si possono mettere sotto aceto o in salamoia e usare come se fossero piccoli capperi. I fiori aperti invece possono essere usati per preparare sciroppi, frittelle o una sorta di “miele” vegetale dal profumo delicato.
Anche le radici sono interessanti: raccolte in autunno, quando la pianta accumula più sostanze nutritive, possono essere essiccate e tostate per preparare una bevanda simile al caffè, tradizionalmente usata come digestivo.
Dal punto di vista della salute il tarassaco è conosciuto da secoli come pianta depurativa. Favorisce il lavoro del fegato e sostiene la digestione grazie alle sostanze amare presenti soprattutto nelle foglie e nella radice. Ha anche un leggero effetto diuretico naturale e per questo in alcune tradizioni popolari viene chiamato “piscialetto”. È una pianta ricca di minerali come potassio e ferro e contiene vitamine utili soprattutto alla fine dell’inverno, quando il corpo ha bisogno di rinnovarsi dopo i mesi freddi.
Portare il tarassaco in tavola è anche un modo per riscoprire il legame con il paesaggio che ci circonda. Basta un prato non trattato, un cestino e un po’ di attenzione per trasformare una pianta comune in un ingrediente prezioso, capace di raccontare la stagione e il territorio.
Ecco una ricetta erboristica antica e molto efficace.
Decotto depurativo e digestivo ai fiori di tarassaco
Occorrente:
- 1 tazza di fiori di tarassaco freschi ben puliti
- 300 ml di acqua
- 1/2 limone
- 1 cucchiaio di zucchero di canna (facoltativo)
- pentolino con coperchio
- colino
Durante le scampagnate tipiche della Primavera divertiamoci a raccogliere i fiori di Tarassaco. Sciacquiamoli a casa con un po’ di acqua per eliminare tutti i residui di terra, il gambo e le foglie. In un pentolino portiamo a bollore l’acqua con dentro i fiori di tarassaco.
Facciamo bollire per 5-10 minuti circa, dopo di che spegniamo il fuoco, copriamo con un coperchio e lasciamo raffreddare per alcune ore (meglio una notte per avere più proprietà). Trascorso il tempo filtriamo il liquido spremendo bene i fiori e aggiungiamo zucchero di canna o un altro dolcificante o ancora meglio niente e mezzo limone spremuto.
Il sapore di questo decotto depurativo e digestivo ai fiori di tarassaco è ottimo e farà molto bene per espellere le tossine dall’organismo!
Non è indicato…
Non è indicato per bambini sotto i 12 anni, per donne in gravidanza o per persone affette da patologie come ulcere, calcoli, gastriti e altre.
Sentire il proprio medico e chiedere ad un erborista di fiducia.
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